Amazon DD+7: le regole di accredito dei fondi e l’impatto sul business dei seller

sfondo blu, da uno smartphone sulla sinistra esce un flusso di monete che arrivano presso il logo di Amazon

Tra le modifiche più significative degli ultimi anni da parte di Amazon, una di quelle che ha determinato le maggiori discussioni è di certo la politica DD+7, che ha impattato in maniera importante sul modo con cui i seller accedono ai ricavi delle proprie vendite.

L’attuale approccio ha infatti da tempo sostituito il sistema precedente basato sulla data di spedizione, introducendo invece un meccanismo che subordina il rilascio dei fondi al momento effettivo della consegna. 

Il risultato è stato un allungamento dei tempi di attesa che può variare da pochi giorni a oltre una settimana, con conseguenze dirette sulla gestione finanziaria delle aziende che operano sulla piattaforma.

Ad ogni modo, come avviene per ogni aspetto del regolamento di Amazon, è bene non farsi prendere dal panico: è invece meglio fare i conti con questa regola con la giusta consapevolezza e renderla parte integrante della propria strategia.

Indice

  • Come funziona la politica DD+7
  • Le differenze rispetto al sistema precedente 
  • Perché Amazon ha adottato la politica DD+7
  • L’impatto sui venditori 
  • Le soluzioni finanziarie alternative 
  • Le strategie di adattamento dei seller
  • Conclusioni

Come funziona la politica DD+7

La prima cosa che è bene chiarire è che la denominazione DD+7 si riferisce alla policy “Delivery Date + 7 giorni“, che è da un po’ di tempo il nuovo parametro di riferimento per il calcolo dei tempi di rilascio dei fondi al seller.

Stando a questa regola, infatti, i proventi derivanti da ogni vendita vengono mantenuti bloccati per una settimana completa a partire dal momento in cui l’ordine risulta effettivamente consegnato al cliente finale.

Il blocco dei fondi non ha però ad oggetto tutto l’importo, ma solo una parte che viene rilasciata gradualmente entro il termine del periodo di attesa sopra indicato.

Infatti i fondi vengono sbloccati gradualmente a partire dal giorno della consegna, con una percentuale che aumenta progressivamente fino alla completa disponibilità dopo sette giorni, con una modalità di erogazione progressiva che permette ad Amazon di mantenere un controllo più specifico sui propri flussi finanziari (e, di conseguenza, su quelli del seller).

Risulta poi di interesse notare come Amazon abbia optato per una differenziazione per categoria merceologica. Infatti, i prodotti considerati meno soggetti a resi, come gli alimentari o i prodotti ad uso topico, beneficiano di percentuali di trattenuta inferiori rispetto a categorie storicamente più problematiche come abbigliamento, elettronica di consumo o accessori fashion.

Inoltre, la politica DD+7 considera anche le performance storiche dell’account venditore.

I seller con lunga esperienza, bassi tassi di reso, feedback positivi costanti e una storia di transazioni senza contestazioni godono di condizioni più favorevoli rispetto ad account più recenti o con performance inferiori. 

Le differenze rispetto al sistema precedente

Un breve raffronto con il meccanismo precedente mi permette di evidenziare la portata del cambiamento introdotto da Amazon qualche tempo fa: nel sistema ormai sostituito, infatti, il countdown dei sette giorni iniziava dalla data di spedizione registrata nel Seller Central, offrendo così ai venditori tempistiche più prevedibili e generalmente più rapide.

La logica del vecchio sistema era effettivamente più semplice e diretta: una volta che il prodotto veniva consegnato al corriere e marcato come spedito, partiva automaticamente il periodo di attesa di una settimana.

In questo modo i seller potevano pianificare con maggiore precisione i propri flussi finanziari, sapendo esattamente quando i fondi sarebbero stati disponibili.

Facciamo un esempio concreto: ipotizzando un ordine gestito il primo giorno del mese, nel sistema precedente i fondi diventavano disponibili l’ottavo giorno.

Con la politica DD+7, se la consegna avviene il quarto giorno, i fondi sono accessibili solo dall’undicesimo giorno, creando per il seller uno slittamento di almeno tre giorni.

In evidenza, il cambiamento introduce però anche un elemento di incertezza legato ai tempi di consegna.

Se infatti in precedenza i seller avevano un controllo diretto sui tempi di spedizione, ora dipendono dalle performance del corriere e dalle condizioni di consegna. Ritardi imprevisti, problemi logistici o difficoltà nel tracking si riflettono automaticamente in un ulteriore posticipo dell’accesso ai fondi.

Perché Amazon ha adottato la politica DD+7

La decisione di implementare la politica DD+7 si è inserita in quella che è una strategia più ampia di tutela del cliente e, soprattutto, di riduzione dei rischi operativi per la piattaforma.

Amazon ha infatti voluto imporre un collegamento diretto tra l’erogazione effettiva del servizio e il pagamento al venditore, seguendo il principio del “pagamento contro prestazione“.

La logica mira principalmente alla prevenzione di frodi e comportamenti scorretti.

Trattenendo i fondi fino alla conferma dell’avvenuta consegna, infatti, Amazon riduce significativamente il rischio di dover gestire rimborsi per ordini mai consegnati, spedizioni fittizie o contestazioni post-vendita. Il sistema protegge sia i clienti finali che la stessa piattaforma da potenziali abusi.

Dal punto di vista della qualità del servizio, insomma, la politica incentiva i venditori a prestare maggiore attenzione alla logistica.

Sapendo che i fondi dipendono dalla consegna effettiva, i seller sono spinti a scegliere corrieri più affidabili, a migliorare i processi di gestione degli ordini o a considerare l’utilizzo del servizio FBA di Amazon.

Tuttavia, non posso non sottolineare come questa strategia costituisca anche un trasferimento del rischio dalla piattaforma ai venditori.

Amazon riesce infatti a ridurre la propria esposizione finanziaria e operativa, mentre i seller si trovano a dover gestire maggiori incertezze nei flussi di cassa e tempi di incasso più lunghi e meno prevedibili…

L’impatto sui venditori

Come risulta evidente, l’implementazione della politica DD+7 ha generato effetti differenziati sui venditori, con conseguenze che però sono variate significativamente in base alle dimensioni dell’azienda, al tipo di prodotti commercializzati e alle modalità operative adottate.

In particolare, a subire l’impatto maggiore sono stati i venditori di piccole e medie dimensioni, che spesso operano con margini ridotti e capitale circolante limitato.

Per queste aziende, l’allungamento dei tempi di incasso ha creato tensioni di liquidità anche significative, costringendole a cercare fonti alternative di finanziamento o a ridurre l’ampiezza del catalogo offerto.

Le aziende più grandi e capitalizzate, al contrario, sono riuscite ad assorbire meglio l’impatto grazie alle loro maggiori riserve finanziarie.

Tuttavia, anche per queste realtà la politica DD+7 ha comunque richiesto una revisione dei modelli di pianificazione finanziaria e dei cicli di gestione delle scorte.

Ricordo che un ulteriore elemento di differenziazione riguarda la modalità di fulfillment utilizzata. I seller che operano con FBM (Fulfillment by Merchant) sono infatti più penalizzati rispetto a quelli che utilizzano il servizio FBA, poiché gestiscono autonomamente la logistica e spesso non possono competere con i tempi di consegna di Amazon Prime.

Infine, non posso non citare anche il contributo della geografia: i venditori che operano in zone urbane con consegne rapide subiscono un impatto limitato grazie alla compressione tra i tempi di spedizione della merce e di consegna, mentre quelli che servono aree remote o utilizzano corrieri con tempi di consegna più lunghi hanno sperimentato ritardi significativi nell’accesso ai fondi.

Le soluzioni finanziarie alternative

Di fronte ai maggiori impegni che la policy DD+7 di Amazon ha imposto, il mercato ha risposto con soluzioni innovative che sono state in grado di supportare i seller nella gestione dei flussi di cassa.

Tra queste, particolare rilevanza assumono i servizi di anticipazione del saldo offerti da aziende specializzate come ad esempio lo è Storfund.

Ecco che l’industria fintech si sta evolvendo per rispondere alle esigenze specifiche dei venditori Amazon: l’azienda offre un servizio che permette ai seller di accedere quotidianamente ai propri fondi, bypassando i tempi di attesa imposti dalla politica DD+7.

In sintesi, il meccanismo proposto funziona come un anticipo sui ricavi futuri, permettendo ai venditori di mantenere un flusso di cassa costante e prevedibile.

Invece di aspettare i tempi di rilascio dei fondi di Amazon, i seller possono ottenere liquidità immediata e giornaliere in cambio di una trattenuta applicata direttamente sul saldo anticipato

La soluzione si rivela dunque particolarmente vantaggiosa per aziende che operano con cicli di acquisto-vendita rapidi e che necessitano di reinvestire costantemente i ricavi nell’acquisto di nuove scorte.

La possibilità di accedere quotidianamente ai fondi permette di mantenere attivo il ciclo operativo senza interruzioni.

Anche altri operatori del settore stanno sviluppando servizi simili, creando un sistema di supporto finanziario dedicato specificamente ai seller Amazon.

Soluzioni che, pur comportando costi aggiuntivi, offrono ai venditori la flessibilità necessaria per gestire efficacemente le proprie attività commerciali e meritano pertanto di essere valutate in modo personalizzato.

Le strategie di adattamento per i seller

L’avvento della policy DD+7 ha imposto ai seller un periodo di adattamento che ha coinvolto diversi aspetti della loro attività. 

I seller più lungimiranti hanno implementato subito delle modifiche operative per minimizzare l’impatto negativo di questa regolamentazione, a cominciare dall’ottimizzazione dei tempi di consegna, che ha costituito la strategia primaria per ridurre l’impatto della politica DD+7.

Un obiettivo che può essere raggiunto attraverso il miglioramento dell’efficienza dei processi interni, la riduzione dei tempi di lavorazione degli ordini e la selezione di corrieri con performance superiori, anche se questo comporta costi leggermente maggiori.

Anche la scelta del corriere ha assunto un ruolo sempre più prioritario, non solo per i tempi di consegna, ma anche per l’affidabilità del sistema di tracking.

Un corriere che non aggiorna correttamente le informazioni di consegna può causare ritardi nell’accredito dei fondi anche quando la consegna è avvenuta nei tempi previsti.

Non posso poi non citare la revisione della pianificazione finanziaria, altro pilastro fondamentale dell’adattamento. I seller devono rivedere i propri modelli di business per tenere conto dei tempi più lunghi di accesso ai fondi, aumentando le riserve di liquidità, negoziando termini di pagamento più favorevoli con i fornitori o modificando la strategia di gestione delle scorte.

Infine, per molti venditori la valutazione del passaggio a FBA per alcune categorie di prodotti ha costituito una soluzione efficace.

Nonostante i costi aggiuntivi, il servizio FBA garantisce tempi di consegna più rapidi e quindi un accesso più veloce ai fondi, oltre ai benefici derivanti dal badge Prime.

Conclusioni

La politica DD+7 è stata un cambiamento strutturale in Amazon e, come tale, ha richiesto una comprensione approfondita delle sue implicazioni a lungo termine.

Oggi l’impatto sembra essere stato assorbito dai venditori, con alcuni di loro che beneficiano ancora di condizioni più favorevoli, con accesso quotidiano ai fondi, e altri che invece sembrano esser stati maggiormente penalizzati.

Il futuro potrebbe, però, riservare anche altre sorprese.

Amazon ha infatti chiaramente indicato la sua intenzione di standardizzare progressivamente l’applicazione della politica DD+7, suggerendo che anche i seller che oggi godono di condizioni privilegiate dovranno prepararsi a gestire questa nuova realtà.

La tendenza della piattaforma è dunque quella verso una maggiore uniformità nell’applicazione delle regole.

Sempre più spesso il successo si troverà nella capacità di adattamento alle novità prospettate dalla piattaforma e alla capacità dei seller di trasformare una sfida in un’opportunità di miglioramento: le aziende che riusciranno a ottimizzare i propri processi, a diversificare le fonti di finanziamento e a costruire relazioni più solide con fornitori e corrieri emergeranno rafforzate da ogni cambiamento.

La mia valutazione conclusiva è che, nonostante le comprensibili motivazioni di Amazon legate alla tutela del cliente e alla riduzione dei rischi, la politica DD+7 sia stata un ulteriore elemento di complessità in un ambiente commerciale già sfidante, ma che considerando l’importanza strategica di Amazon per molti business, la soluzione non possa certamente essere l’abbandono della piattaforma, ma piuttosto l’evoluzione delle competenze e delle strategie operative nelle direzioni suggerite dal marketplace.

Solamente i venditori che sapranno evolversi insieme alla piattaforma, abbracciando le nuove regole e trasformandole in vantaggi competitivi, saranno quelli che riusciranno a sostenere il proprio business nel lungo termine.