ALBERTO CASCHILI

Cos’è il dropshipping: pro e contro del modello di business online a “costo 0”

Dropshipping, termine inglese di cui si sente ormai sempre più parlare.

Se sei nuovo nel mondo delle vendite online è possibile che tu non ne conosca il significato, ma posso assicurarti che dopo aver letto l’articolo di oggi questo modello di business ti sarà molto più chiaro.

Tanto per cominciare, per definizione il dropshipping è un sistema di vendita applicabile all’eCommerce che non prevede che l’imprenditore possegga materialmente in magazzino i prodotti che vende.

Si tratta, quindi, di un intermediario a tutti gli effetti, il cui destino è legato ad una figura per lui molto importante: il fornitore, ovvero colui il quale si occuperà di procurare i prodotti e di gestire la logistica. 

Come funziona il dropshipping?

Il meccanismo è molto più semplice di quanto possa sembrarti: quando l’eCommerce vende un prodotto utilizzando il modello dropshipping, acquista l’articolo da una terza parte e lo fa spedire direttamente al cliente dall’azienda che si occupa della logistica. 

Una notevole differenza rispetto al business tradizionale legato alla vendita al dettaglio, nel quale il venditore si fa carico anche dell’inventario.

La possibilità di acquistare l’inventario in base alle necessità del momento ed incaricare la spedizione degli articoli a terzi alleggerisce di molto il lavoro del dropshipper e gli consente di avviare la propria attività di commercio elettronico con costi iniziali bassi. 

Quali sono i vantaggi del dropshipping?

Il dropshipping, dunque, si profila un ottimo modello di business per chi si approccia al mondo delle vendite online ed ha voglia di fare esperienza nel campo.

Fondamentalmente, infatti, l’esposizione ai rischi di impresa sono minori, considerando che viene meno una fetta importante dell’investimento iniziale, ovvero quella legata all’acquisizione dell’inventario.

Meno rischi vuol dire anche avere più tranquillità e più tempo per conoscere il settore, per imparare le tecniche di vendita e per capire quali sono i prodotti sui quali conviene maggiormente spingere.

Insomma, i vantaggi principali derivano dai minori carichi di lavoro e responsabilità, e più precisamente il dropshipper:

  • può vendere senza gestire o pagare un magazzino
  • non deve occuparsi dell’imballaggio e della spedizione degli ordini
  • demanda al fornitore la tracciabilità dell’inventario e la relativa contabilità
  • non deve farsi carico della gestione dei resi e delle spedizioni in entrata
  • non deve preoccuparsi di dover ordinare continuamente i prodotti e gestire il livello delle scorte

Inoltre, in linea generale, ti ricordo che per i possessori di eCommerce, anche quelli in dropshipping, non è necessario fare lo scontrino elettronico. 

Quali sono i rischi del dropshipping?

Naturalmente, come in ogni cosa, non è tutto oro quel che luccica. 

O meglio, tra le tante potenzialità del dropshipping, bisogna valutare anche i rischi. Questi sono rappresentati in primis dalla necessità di individuare fornitori che abbiano prodotti di qualità. Come fare? Potresti ad esempio valutare le recensioni e il livello di credibilità che l’azienda ha costruito intorno al proprio business, oppure richiedere della campionatura da poter testare.

È inoltre molto importante poter contare su un fornitore affidabile, per non effettuare ordini e rimanere poi a mani vuote. Immagina di affrontare una perdita e, piove sul bagnato, gestire anche i clienti insoddisfatti!

Inoltre è possibile che il guadagno effettivo sia piuttosto scarno, soprattutto all’inizio e comunque in presenza di volumi di vendita non elevati. Senza contare che nella marginalità devi considerare anche le spese per il marketing, una voce di costo molto importante per un eCommerce in dropshipping.

Insomma, la chiave per avere successo con questo modello di business online è sicuramente avere molti clienti (che novità!) e contestualmente fornitori convenienti. Circa quest’ultimo aspetto, vorrei ti fosse chiaro che, salvo specifici accordi, non sarai vincolato a rifornirti presso un unico produttore, bensì potrai vagliare, anche contemporaneamente, soluzioni differenti per trovare quella più adatta a te. 

È legale vendere in dropshipping?

La risposta a questa domanda è una ed una sola: sì.

Diverso, poi, è il discorso se ti stai chiedendo se sia possibile farlo senza avere una Partita IVA.

In rete fioccano ormai portali e piattaforme che offrono l’apertura di un eCommerce in dropshipping senza alcuna implicazione di tipo amministrativo e burocratico, o addirittura evitando a chi si impegna nella vendita dei prodotti l’apertura della Partita IVA.

È bene quindi fare chiarezza sull’argomento e iniziare a sfatare i falsi miti.

La necessità di aprire una Partita IVA è sempre legata alla tipologia di attività: se è professionale e continuativa, non potrai esimerti dal farlo e tutti i compensi ottenuti con le vendite online sul tuo sito dovranno essere fatturati.

È quanto mai fuorviante la leggenda per cui al di sotto della soglia di 5.000 euro annui non ci sia bisogno di Partita Iva, anche perché ciò vorrebbe dire che se avessi un’attività economica e questa non producesse guadagno, saresti esentato.

Nulla di più sbagliato!  

Vendere in dropshipping su Amazon: si o no?

Chiudiamo questa carrellata di informazioni con una delle domande che più spesso mi viene posta sul dropshipping: è possibile attuare questo schema di vendita su Amazon?

Ci sarebbe molto da dire in relazione ai rischi e alle opportunità legate a questo tipo di attività sul Marketplace più famoso al mondo.

Così tanto che dedicherò prossimamente un intero articolo a questo argomento.

Nell’attesa, però, puoi iniziare a dare un’occhiata alla mia pillola dal titolo “Guida al dropshipping su Amazon: come vendere con questo business model e a quali condizioni” per farti un’idea di ciò di cui andremo a parlare.

L’articolo di oggi si conclude qui. Non dimenticare di condividerlo con i tuoi colleghi e ricorda di lasciare un like se le informazioni che ti ho trasmesso sono state utili.