Amazon spia il tuo e-commerce (e ti può disattivare l’account) – Il Caso

uomo guarda attraverso un binocolo con espressione stupita

Che Amazon tracci una marea di dati e informazioni all’interno della piattaforma non è un segreto ma  è meno noto, invece, che Amazon tenga monitorati i prezzi sia dei prodotti all’interno della piattaforma ma anche al di fuori, ma ciò che nessuno sa, mi sbilancio senza paura di essere smentito, è che Amazon monitora gli ecommerce anche per i termini e condizioni e per le informazioni aziendali che, addirittura, possono portare alla disattivazione dell’account seller in caso di mancata corrispondenza.

INDICE

  1. Il Caso
  2. Amazon Pay
  3. La Svolta
  4. Come abbiamo risolto
  5. Conclusioni

1. Il Caso

Partiamo da un caso specifico. In particolare la situazione vede un Amazon Seller che dopo 7 anni di utilizzo dell’account senza alcun problema ha subito la disattivazione, da un giorno all’altro, senza alcuna motivazione.

Oltre al Seller Central anche l’account Amazon payment era stato disattivato in particolare per problemi sulla verifica dell’identità del titolare. 

Per tutta risposta l’imprenditore ha creato un altro Account Pay per un ecommerce ancora differente e anche questo è stato bloccato, questa volta prima ancora di essere attivato a causa del mancato superamento del processo di verifica.

Immagine di Freepik

2. Amazon Pay

Per chi non lo sapesse Amazon Pay è un sistema di pagamento che può essere integrato nel proprio ecommerce o sito web e che può deteerminare un aumento di vendite perché i consumatori sono portati ad eliminare il timore di truffe da parte dei venditori in quanto, vedendo il brand Amazon tendono a fidarsi incondizionatamente. 

Infatti collegato ai pagamenti con questo sistema c’è la garanzia dalla a alla z che protegge tutti gli acquisti effettuati con questo strumento e sappiamo quanto la stessa possa essere favorevole per i consumatori. Insomma è un sistema molto simile a quello creato da paypal ma implementato dal sistema Amazon.

3. La svolta

Venuti a conoscenza di ciò, abbiamo iniziato ad agire sul Seller Central per poter risolvere il problema inviando i primi ricorsi e dopo qualche risposta inconcludente è arrivata la svolta: Amazon ci ha comunicato che per consentire la verifica dell’account, occorreva aggiornare le pagine legali del suo sito web come ad esempio la pagina “Chi siamo, Contattaci, Termini e condizioni, Privacy” in modo che le informazioni presenti siano conformi.

Dopo aver aggiornato le informazioni è necessario rispondere direttamente alla notifica includendo il gettone venditore e l’Url del sito web per la verifica.

Queste sono le testuali parole presenti nella notifica.

In sostanza Amazon ha analizzato il sito web dell’imprenditore, si è accorto che le informazioni inserite sono differenti, incomplete e non conformi rispetto a quelle presenti nel Seller Central e ha deciso di disattivare sia l’account payment sia quello seller, con la conseguenza che l’imprenditore si è visto bloccato in tutti i suoi canali digitali.

Alla luce di questo abbiamo compreso che per risolvere questa complicata situazione è necessario mettere a norma il sito web del seller per poi andare ad agire all’interno di Amazon.

4. Come abbiamo risolto

In particolare ci siamo occupati di riscrivere i termini e condizioni del sito in modo da renderli completi di tutte le comunicazioni da dare al consumatore previste dal codice del consumo e dalle normative comunitarie.

Siamo passati poi ai documenti sulla privacy ma ci siamo anche spinti oltre verificando che i dati vengano tracciati in modo conforme al GDPR e quindi non solo una verifica formale ma una compliance sostanziale.

In ultimo abbiamo rivisto e corretto tutte le pagine di contatto del sito e quelle in cui erano menzionati i dati aziendali in modo che le informazioni fossero coerenti con quanto inserito nel Seller Central.

Fatto questo abbiamo risposto alla comunicazione ricevuta da Amazon in modo da evidenziare il termine della procedura di revisione delle informazioni affinchè potessero accertare la conformità a quanto presente nel seller central e, nel giro di qualche giorno, è stato riattivato il seller central. Ma non solo: anche il primo account Amazon Payment è stato riattivato, con la conseguenza che il seller ha potuto riprendere ad operare non solo sul marketplace ma ha potuto offrire anche l’ulteriore metodo di pagamento sul suo sito web.

5. Conclusioni

Da questo caso c’è sicuramente da imparare tanto. Vediamo di mettere a punto quali siano gli insegnamenti che possiamo portarci a casa dalla vicenda.

In particolare il primo e più importante insegnamento è che tutte le informazioni relative alla nostra azienda presenti sul web devono essere complete e corrette. Amazon come altri partner commerciali o le stesse Autorità che vigilano sul mercato, verificano costantemente le informazioni che riguardano la nostra azienda ed essendo presenti online è molto più facile verificarle ed accorgersi di eventuali incongruenze. 

Nel caso in cui dovessero accorgersi di anomalie i partner commerciali potremmo perdere delle importanti collaborazioni, oppure vedere bloccate le nostre attività, come nel caso di oggi, In caso invece la verifica dovesse arrivare dalle autorità potremmo subire delle pesanti sanzioni che potrebbero mettere in crisi l’esistenza stessa della nostra azienda

Il secondo punto è che, ancora più di prima, abbiamo la certezza che Amazon monitora le aziende che operano sul Marketplace anche in riferimento all’attività svolta al di fuori. Questo non solo in riferimento ai prezzi ma, evidentemente, anche in riferimento alla legalità e conformità stessa dell’attività. In caso di irregolarità potremmo subire le conseguenze di cui abbiamo parlato poco fa.

In generale non possiamo che accogliere positivamente questa attenzione verso la verifica della legalità dell’attività svolta online e la trasparenza richiesta ai venditori, questo si tradurrà in una maggiore sicurezza per i consumatori che navigano sul web e anche una maggiore tutela per quei venditori che operano in conformità alle normative applicabili.

Sono Alberto Caschili, Consulente Legale del Mondo Digitale.